| La gestione dei rifiuti è uno dei maggiori problemi che ogni Comune, grande o piccolo che sia, si trova a gestire. Negli ultimi anni sono molti i Comuni - virtuosi - che si sono posti l'obiettivo di gestire i rifiuti in un modo più amico dell'ambiente. Avviando la raccolta differenziata gli amministratori si sono presto resi conto che oltre a riciclare è importante ridurre i rifiuti. Occorre allora cambiare nella vita quotidiana quelle abitudini che portano alla produzione di rifiuti e che si possono evitare. Tra queste abitudini spicca l'utilizzo dei pannolini usa&getta - che produce una montagna di rifiuto indifferenziato.
Molti Comuni stanno perciò promuovendo l'utilizzo dei pannolini lavabili al posto (o in parziale sostituzione) dei tradizionali usa&getta.
Quanto costa al mio Comune smaltire i pannolini usa&getta? Vediamo un po' di dati. Si stima che ogni bimbo produca poco meno di una tonnellata di rifiuto durante il proprio ciclo di vita del pannolino. Il conto è facile da farsi: il numero di cambi è stimato mediamente in circa 6000 pannolini in tre anni (fonte http://www.nonsolociripa.it/quanto-si-risparmia.html), ogni pannolino usato pesa circa 160 g. per un totale di 960 kg di rifiuto. Un piccolo Comune, per esempio di 10.000 abitanti che abbia un tasso di crescita del 9,2 per mille (è il tasso di natalità medio Italia nel 2010) vedrà un numero di 92 nuovi nati all’anno, perciò avrà ogni anno 276 bambini in età da pannolino (0-3 anni) che producono - mediamente - 2000 pannolini a testa per un totale di 88.320 kg di rifiuto, ovvero circa 88 tonnellate di rifiuto all’anno. Per capire il peso economico della gestione di questi rifiuti per il solo Comune è sufficiente moltiplicare il peso per il costo di smaltimento di una tonnellata che è pari a 130 euro (mediamente). Perciò si ottiene un costo annuo di 11.440 euro per il solo smaltimento dei pannolini usa&getta. Sono sufficienti questi semplici calcoli per capire che investire risorse per aiutare i propri cittadini a cambiare abitudini è un lavoro che nel giro di pochi anni si ripaga abbondantemente già solo dal punto di vista economico, senza considerare quello ambientale.
Ma i miei cittadini saranno contenti? L’ulteriore vantaggio dell’uso dei lavabili è che a fronte di un risparmio della Pubblica Amministrazione si ha un risparmio economico anche da parte delle famiglie, costi alla mano, è facile verificare che anche utilizzando il più costoso dei pannolini lavabili e aggiungendo i costi dei lavaggi non si arriva al costo del più economico degli usa&getta (fonte http://www.nonsolociripa.it/quanto-si-risparmia.html).
Ma non sarò io il primo a cominciare…? La nostra azienda fin dall’inizio ha collaborato con diversi Comuni su progetti di promozione dei pannolini lavabili, a diverso titolo e coinvolgimento:
Tra questi, riportiamo con orgoglio i risultati del progetto del Comune di Brescia che a poco più di un anno dall’avvio dell’azione relativa ai pannolini lavabili ha raggiunto un risultato incredibile per l’Italia e l’Europa: l’11% della popolazione utilizza pannolini lavabili. Il Comune di Brescia ha strutturato un importante progetto del quale si può trovare on-line vasta documentazione.
Ma poi come faccio col nido? Gli stessi dati utilizzati sopra permettono di calcolare il rifiuto prodotto dall’asilo nido. Lo stesso Comune di 10.000 abitanti avrà al nido circa 50 bambini (pari al 28% - dati ISTAT relativi all’Emilia-Romagna) dei quali circa l’80% utilizzatori di pannolino che con 3 cambi giornalieri (medi) utilizzeranno circa 120 pannolini al giorno producendo circa 400 kg di rifiuto mensile.
E allora cosa devo fare? Pagù in questi anni ha maturato una corposa esperienza rispetto alle diverse tipologie di progetto: dai semplici incontri informativi, all’elaborazione di kit pensati per le specifiche esigenze fino all’elaborazione di progetti per l’uso dei pannolini negli asili nido. Questa è l’esperienza che possiamo mettere a disposizione alle pubbliche amministrazioni che vogliano avviare questo percorso.
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